Tradizioni dell’Asia settentrionale

Chuonnasuan, sciamano del popolo Oroqen, fotografato nel 1994

Chuonnasuan, sciamano del popolo Oroqen, 1994

La Siberia e l’Asia settentrionale sono tra le aree storicamente più associate allo sciamanesimo. La parola sciamano deriva generalmente dal termine evenki šaman e venne successivamente adottata dagli studiosi per indicare figure presenti presso popoli differenti.

Lo sciamanesimo siberiano e quello mongolo comprendono tradizioni diverse, sviluppate all’interno di territori molto estesi e presso popolazioni con lingue, storie e forme rituali proprie.

Una realtà viva

In molte di queste tradizioni ricorre una visione del mondo come realtà viva. Gli animali, le piante, l’acqua, la terra, il cielo e gli altri elementi naturali sono posti in relazione con presenze spirituali e richiedono rispetto e attenzione da parte dell’essere umano.

La natura non è quindi considerata soltanto come un insieme di risorse, ma come una rete di esseri, forze e relazioni della quale anche la persona fa parte.

Lo sciamano può entrare in comunicazione con gli spiriti della natura, con gli antenati e con altre presenze spirituali, svolgendo una funzione di mediazione tra il mondo umano e quello invisibile.

 

Equilibrio e responsabilità

Un elemento centrale è la ricerca dell’equilibrio tra la persona, la comunità e l’ambiente.

Le azioni individuali producono conseguenze e richiedono responsabilità. Quando le relazioni tra la persona, il gruppo e il mondo naturale si alterano, possono manifestarsi difficoltà, malattie o forme di disordine.

In questi casi, lo sciamano può intervenire per individuare l’origine dello squilibrio e favorirne il ristabilimento attraverso il viaggio spirituale, la divinazione, il canto, il tamburo, le offerte e altre pratiche proprie della sua tradizione.

Sciamanesimo mongolo

Anche lo sciamanesimo mongolo comprende tradizioni differenti, legate ai diversi popoli e alle trasformazioni storiche attraversate dall’Asia centrale.

In alcuni contesti si distinguono storicamente sciamani bianchi, neri e gialli. Queste denominazioni sono legate alle differenti relazioni con gli spiriti e alle funzioni svolte dallo sciamano.

Nel caso dello sciamanesimo giallo, la denominazione è connessa anche all’incontro e alla sovrapposizione con il buddhismo tibetano. I significati di queste distinzioni possono tuttavia variare secondo le epoche, le regioni e le popolazioni.

Il viaggio e il tamburo

In molte tradizioni siberiane e mongole, il tamburo accompagna lo sciamano nel passaggio verso differenti livelli della realtà spirituale.

Il suo suono ritmico sostiene la trasformazione dello stato di coscienza e il viaggio attraverso una struttura del cosmo spesso rappresentata in più mondi o livelli, collegati tra loro da immagini come l’albero, la montagna o il palo centrale.

Il viaggio non è compiuto soltanto per ricevere conoscenza, ma anche per ricercare le cause spirituali di una difficoltà, recuperare forza, ristabilire relazioni e accompagnare la comunità.

Un riferimento per il Centro Studi

Per il Centro Studi per lo Sciamanesimo, le tradizioni siberiane e mongole rappresentano un riferimento importante per comprendere le radici storiche dello sciamanesimo.

Esse testimoniano una visione nella quale il rispetto per la natura, la responsabilità personale, la relazione con il mondo spirituale e la ricerca dell’equilibrio sono profondamente collegati.

Pur riconoscendo la specificità dei diversi popoli e delle loro cerimonie, queste tradizioni permettono di comprendere alcuni elementi che ricorrono anche in altre forme di sciamanesimo: il viaggio spirituale, il rapporto con gli spiriti aiutanti, la funzione di guarigione e la responsabilità verso la comunità e l’ambiente.