Che cos’è lo sciamanesimo?
Una pratica spirituale di rivelazione diretta.

Lo sciamanesimo accompagna la storia dell’essere umano fin dalle sue origini ed è presente in culture appartenenti a continenti diversi. Nel tempo ha assunto forme differenti, legate ai luoghi e ai popoli che le hanno sviluppate.
Da sempre l’uomo e la donna cercano di comprendere il mondo che li circonda e il proprio posto al suo interno. Accanto all’osservazione della realtà, molte culture hanno coltivato forme di conoscenza fondate sul sentire, sull’immaginazione, sul sogno e su particolari stati di coscienza.
Lo sciamanesimo nasce all’interno di questa ricerca e riconosce un principio fondamentale: la dimensione spirituale della vita può rivelarsi direttamente alla persona. Da questa rivelazione diretta prende forma un cammino attraverso il quale generazioni diverse hanno continuato a esplorare il rapporto con il mondo spirituale.
Ancora oggi lo sciamanesimo suscita interesse perché propone un percorso capace di integrare il sentire, l’esperienza diretta e una profonda relazione con la natura, con sé stessi e con la vita.

Una conoscenza che nasce dall’esperienza
Nelle tradizioni sciamaniche, il sapere si sviluppa soprattutto attraverso la pratica. L’ascolto di sé, l’immaginazione, il sogno, il rapporto con la natura e gli stati espansi di coscienza aprono modalità diverse di entrare in relazione con la realtà.
Ciò che emerge da queste pratiche, e in particolare dal viaggio sciamanico, viene verificato nella vita quotidiana, osservando gli effetti che produce sul modo di sentire, scegliere e agire.
Secondo molte tradizioni, queste capacità percettive e relazionali accompagnano l’essere umano fin dalle sue origini e possono essere riconosciute e sviluppate nel rispetto dei tempi, della sensibilità e del percorso personale di ciascuno.
Chi è lo sciamano?
Un ponte tra il mondo visibile e quello invisibile
Presso diversi popoli e tradizioni, lo sciamano è un uomo o una donna capace di entrare in relazione con il mondo spirituale e di riportare nella vita quotidiana ciò che apprende attraverso questo contatto. Il suo intervento può favorire la guarigione, ristabilire l’equilibrio, offrire orientamento nei momenti di crisi e accompagnare i passaggi importanti della vita.
Talvolta questo cammino è segnato da una malattia, da una crisi o da una profonda trasformazione personale. Joan Halifax ha parlato dello sciamano come del guaritore ferito; nel nostro approccio, questa immagine si completa con il tema della guarigione, perché è la trasformazione della ferita a rendere possibile una comprensione più profonda della sofferenza.
Chi si avvicina alle pratiche sciamaniche può farlo per approfondire la conoscenza di sé, ritrovare equilibrio e sostenere il proprio processo di guarigione. Accompagnare altre persone rappresenta una scelta ulteriore, che richiede apprendistato, maturità, esperienza e responsabilità.
Nel contesto contemporaneo del Centro Studi utilizziamo l’espressione praticante sciamanico per indicare chi ha intrapreso una formazione specifica. Riserviamo invece il termine sciamano alle figure riconosciute come tali all’interno delle culture sciamaniche indigene, per rispetto di questi popoli e senza appropriarci di un ruolo e di conoscenze che appartengono alla loro storia.
Perché lo sciamanesimo è ancora attuale
La società contemporanea dispone di strumenti scientifici e tecnologici che hanno trasformato profondamente il modo di vivere. Nello stesso tempo, restano aperte domande essenziali sul senso della vita, sulla sofferenza, sull’equilibrio personale e sul rapporto con la natura.
La frammentazione dei riferimenti culturali, religiosi e sociali ha reso più forte, per molte persone, il bisogno di ritrovare significato e nuovi punti di riferimento, approfondendo la relazione con sé stesse e con ciò che le circonda. Lo sciamanesimo risponde a questa ricerca attraverso una visione nella quale l’essere umano è parte della rete della vita: l’insieme delle relazioni che uniscono le persone, gli altri esseri viventi, la natura e il mondo spirituale.
Le pratiche sciamaniche offrono forme di comprensione che vanno oltre l’analisi razionale della realtà, coinvolgendo il sentire, l’esperienza diretta e il contatto con la natura. Permettono inoltre di avvicinarsi agli aspetti misteriosi, talvolta sorprendenti e difficilmente spiegabili, che si manifestano nella vita, aprendosi a una percezione più ampia di ciò che accade.
In questa prospettiva, la guarigione coinvolge la persona nella sua interezza. La possibilità di ricomporre aspetti della vita spesso vissuti come separati contribuisce a rendere lo sciamanesimo ancora attuale.
↑ Torna all’inizioLe molte tradizioni dello sciamanesimo
Con il termine sciamanesimo si indicano pratiche e visioni del mondo sviluppate, nel corso dei millenni, presso popoli molto diversi dell’Asia, delle Americhe, dell’Europa, dell’Oceania e dell’Artico.
La parola sciamano deriva dalla lingua degli Evenki della Siberia ed è stata adottata dagli studiosi per descrivere figure che, pur appartenendo a contesti differenti, presentano alcuni tratti comuni. È quindi un termine convenzionale, che riunisce realtà dotate ciascuna di una propria storia e di specifiche modalità di relazione con la natura, gli antenati e il mondo spirituale.
Per questo è più corretto parlare di tradizioni sciamaniche al plurale. Ogni popolo ha sviluppato forme originali, legate all’ambiente nel quale vive, alla propria storia e alla comunità.
Per il Centro Studi, riconoscere questa pluralità significa avvicinarsi allo sciamanesimo con rispetto, valorizzando ciò che ogni popolo ha elaborato e trasmesso nel tempo.
Le pratiche sciamaniche
Il suono, il viaggio e gli stati espansi di coscienza
Le pratiche sciamaniche assumono forme diverse presso i vari popoli e permettono di entrare in relazione con il mondo spirituale, ricevere insegnamenti e favorire processi di equilibrio e guarigione. Tra le più diffuse vi sono il viaggio sciamanico, l’uso del tamburo e del sonaglio, il canto, l’attenzione ai sogni, la relazione con gli spiriti della natura e le pratiche di guarigione.
Un ruolo importante è svolto dalle cerimonie, che creano uno spazio e un tempo dedicati nei quali rivolgere un’intenzione, celebrare i passaggi della vita, ristabilire equilibrio e rafforzare la relazione con la natura, con la comunità e con il mondo spirituale. Possono essere vissute individualmente oppure insieme ad altre persone, secondo le finalità e il contesto.
Secondo le ricerche comparative di Michael Harner, nelle pratiche sciamaniche l’accesso agli stati espansi di coscienza avviene principalmente attraverso il sonic driving, cioè l’uso di suoni ritmici e ripetitivi. Harner riteneva che la percussione fosse molto più diffusa dell’impiego rituale di piante. Il tamburo, il sonaglio e il canto accompagnano il passaggio dalla percezione abituale a una modalità più ampia di ascolto e relazione. L’uso delle piante appartiene invece a specifiche tradizioni culturali.
Nel lavoro del Centro, il suono ritmico del tamburo si affianca ad altre pratiche capaci di favorire stati espansi di coscienza, come il canto, il movimento e la relazione con la natura e i suoi elementi. Queste esperienze possono ampliare la percezione, aprire al contatto con il mondo spirituale e favorire comprensioni, orientamenti e processi di guarigione da integrare nella vita quotidiana.

Lo sciamanesimo contemporaneo
Nel corso del Novecento, le ricerche antropologiche e il contatto diretto con diversi popoli indigeni hanno contribuito a far conoscere in Occidente pratiche e visioni sciamaniche provenienti da contesti differenti.
Tra i principali protagonisti di questo processo vi è stato l’antropologo Michael Harner, che, attraverso molti anni di ricerca sul campo, elaborò il Core Shamanism. Questo approccio riunisce alcuni elementi ricorrenti individuati in numerose tradizioni sciamaniche, tra cui il viaggio sciamanico accompagnato dal suono ritmico del tamburo.
Un contributo importante è stato offerto anche da Sandra Ingerman, che ha approfondito in particolare la guarigione sciamanica e il modo in cui queste pratiche possono essere integrate nella vita contemporanea.
Il Centro Studi si ispira al Core Shamanism e agli insegnamenti di Sandra Ingerman, all’interno di un percorso maturato attraverso oltre venticinque anni di formazione, ricerca e pratica, con particolare attenzione agli aspetti antropologici e spirituali e alla loro integrazione nella vita quotidiana.
↑ Torna all’inizioNote al testo
- Il riferimento al guaritore ferito è tratto dal lavoro di Joan Halifax; si veda la bibliografia essenziale.
- Per il sonic driving e il ruolo della percussione nel Core Shamanism, si veda Michael Harner nella bibliografia essenziale.
Riferimenti bibliografici essenziali
- Stefano Beggiora (a cura di), Il cosmo sciamanico. Ontologie indigene fra Asia e Americhe, FrancoAngeli, Milano, 2019.
- Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974.
- Joan Halifax, Shaman: The Wounded Healer, Crossroad, New York, 1982; ed. it. Lo sciamano. Il maestro dell’estasi, Red Edizioni, Como, 1990.
- Michael Harner, La via dello sciamano. Una guida al potere ed alla guarigione, Edizioni Mediterranee, Roma, 2009.
- Sandra Ingerman e Hank Wesselman, I segreti degli sciamani, Macro Edizioni, 2023.
- Nello Ceccon, La Creazione Sciamanica, Edizioni Cerchio della Luna, 2006
- Alessandro Saggioro (a cura di), Sciamani e sciamanesimi, Carocci, Roma, 2010.
- Piers Vitebsky, Gli sciamani. Viaggi dell’anima, trance, estasi e rituali di guarigione, EDT, Torino, 1998.