Sciamanesimo

Sciamanesimo o Sciamanismo

La via più antica alla conoscenza e alla guarigione

 

Lo sciamanesimo o sciamanismo è il metodo più antico di utilizzare uno stato alterato di coscienza per ottenere la guarigione e trovare soluzione ai problemi. Gli sciamani  sono stati i primi guaritori e soccorritori nella vita e nella morte, i primi saggi e visionari. I disegni rupestri del paleolitico dimostrano che lo sciamanesimo esiste da oltre trentamila anni. Oggi sopravvive, a volte ancora intatto, in quelle parti dell'America, dell'Africa, del Nord Europa e della Siberia, che sono state meno influenzate dalla civiltà moderna. Lo sciamanismo o sciamanesimo sta attualmente vivendo una rinascita nel mondo contemporaneo Nelle ricerca delle radici perdute, di nuove vie alla guarigione e di un senso più profondo della vita, sempre più persone si rivolgono all'antica conoscenza degli sciamani. Molti trovano nel legame primordiale con la natura e nell'antica visione dello sciamano una via d'uscita alla corsa insensata al successo e alla ricchezza, e all'isolamento creato da una società materialistica e tecnologica.

 

Centro Studi per lo Sciamanesimo 2001-2014

Centro Studi per lo Sciamanesimo

Coordinamento per l'Italia della The Foundation For Shamanic Studies-California, fondata dal Professor  Michael Harner, impegnata per la diffusione dello sciamanesimo o sciamanismo.
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Direttore: Nello Ceccon

Seminari di Base

16 Dic - 17 Dic 17
La Via dello Sciamano® di Michael Harner Verona prov. Agrit. La Pila, condotto da Nello Ceccon
3 Feb - 4 Feb 18
La Via dello Sciamano® di Michael Harner Torino prov., condotto da Nello Ceccon

Seminari Avanzati FSS

16 - 18 Mar 18
Lo Sciamanesimo e gli Spiriti della Natura Verona prov. Agrit. La Pila, condotto da Nello Ceccon

Cerchio Sciamanico

22 Dic 17 21:00-23:00
Cerchio Sciamanico Solstizio d'Inverno Verona prov., Sede

Viaggio in Guatemala dal 3 al 17 Gennaio 2018

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Corso Formazione Biennale di Sciamanesimo

  • Corso Formazione Biennale di Sciamanesimo

     

    Condotto da Nello Ceccon
    L'Undicesima Edizione Inizia il 19-21 Ottobre 2018

    Prerequisiti: Partecipazione al seminario di base La Via dello Sciamano e a due seminari avanzati della FSS

    il 2 ° incontro è programmato per 14-16 Dicembre 2018  il 3° incontro per marzo 2019, 4° incontro Giugno 2019, 5° settembre 2019, 6° Novembre 2019, 7° e 8° incontro 2020

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Blog

Celebrazione del Solstizio d'Estate con un rituale sciamanico

Ci sono arrivate alcune richieste per conoscere quello che si potrà durante il rito del solstizio d’estate, il 20 giugno. Queste brevi note potranno essere d’ispirazione per coloro che vogliono fare il rito nella propria comunità locale, e nello stesso momento sapere di partecipare ad una comunità globale, che onora i cicli della natura.

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La Via Polare

polestarAlcune note sullo sciamanesimo nelle tradizioni esoteriche occidentali

Mi sembra interessante poter aggiungere una nuova dimensione alla nostra esistenza. Molte tradizioni esoteriche parlano della dimensione terrestre o solare, che va da oriente ad occidente, secondo la direzione del sole, e la direzione verticale o polare, che va dal basso all’alto.

Le esperienze della vita quotidiana ci conducono nella dimensione terrestre, dove il percorso del sole stabilisce tutti i ritmi della nostra vita, i suoi cicli ci accompagnano dal momento in cui nasciamo fino al momento in cui lasciamo questa vita. L’età, le stagioni, le settimane ed i giorni sono la nostra dimensione, le direzioni terrestri sono lo spazio dove ci muoviamo.

I popoli antichi sapevano che c’era un’altra via da esplorare: era la via dove passa l’asse del mondo, dove l’albero della vita cresce. L’albero è il simbolo della dimensione polare, perché con le sue radici affonda dentro al terreno e con i suoi rami si eleva verso il cielo. L’albero è fisso, immobile, perciò tutto si muove intorno a lui, proprio come l’asse di rotazione di qualunque corpo, e come i poli della terra. È il luogo dove tutto è perfettamente immobile, dove ci si può ritirare fuori dallo spazio e dal tempo che conosciamo.

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La Stella Guida

starIn queste bellissime notti viene naturale portare lo sguardo in alto ed osservare le stelle. La vastità della visione aiuta lo spirito dell'osservatore ad elevarsi, andare in cielo ed avere nuove esperienze. 

E' possibile che i nostri antenati abbiano trovato conforto in queste escursioni verso l'infinito e che abbiano trovato nelle stelle aiuto e guida per la vita quotidiana. Così è nata l'astrologia che conosciamo e così è nata la vasta cultura dei segni zodiacali.
Lo sciamano è per sua natura un essere che ha bisogno di sperimentare direttamente il mondo spirituale, vuole interagire coscientemente con gli esseri divini che sono presenti negli altri mondi.

Nel linguaggio comune si dice spesso che "quella persona è nata sotto una buona stella" oppure che "nel cielo brilla sempre una stella per noi"...

E' uan esperienza interessante andare ad esplorare il mondo misterioso delle stelle, per incontrare lo spirito della stella che ci ha guidato ed aiutato fino ad ora: la nostra stella guida. Questo ci aiuta a stabilire un rapporto diverso con il cielo, sentire la propria anima connessa con le altre anime attraverso una luce che brilla nel cielo ed appartenere all'infinito.
Provate a stabilire questa nuova  relazione con il mondo naturale!

Lo Sciamanismo nella Società Occidentale

westernshamanismLo sciamanesimo appartiene all’umanità intera.

Il sistema di conoscenze del mondo spirituale noto come sciamanesimo è presente in tutte le parti del mondo. Sebbene la parola sciamano derivi dal lemma saman di provenienza tungusa, e per questo si fa molto spesso riferimento allo sciamanesimo proveniente in origine dalle aree della Siberia centrale, la sua base essenziale di conoscenza è diffusa in moltissime popolazioni sparse nel mondo e in popolazioni vissute nel passato. Si pensa che in questa forma sia praticato da più di trentamila anni, e la scienza è orientata a pensare che i ritrovamenti rupestri dell’uomo di cro-magnon, datati appunto 30-50.000 anni fa, siano l’espressione di pratiche spirituali perfettamente inquadrabili nello sciamanesimo come viene conosciuto attualmente.

Per questa ragione non ci sono accordanze tra i vari studiosi sulla reale provenienza dello sciamanesimo: è sorto in un punto preciso della terra e poi si è diffuso in tutti e cinque i continenti, oppure è nato spontaneamente ed in maniera indipendente in più parti del mondo, proprio per la presenza nell’umanità di uno strato inconscio di conoscenza comune?

Indipendentemente dalla risposta a questa domanda, che può interessare gli scienziati, ma che non interessa gli sciamani, possiamo affermare che questo patrimonio di conoscenze è veramente legato all’intero pianeta, ed è compito di tutte le culture mantenere, scoprire o riscoprire gli effetti benefici che può portare all’interno nostro sistema di vita: uomini, piante, terreni, acque, …

Noi come uomini occidentali, che proveniamo da una cultura complessa, frammentata, multiforme, abbiamo il dovere di onorate tutti gli uomini che in modo tradizionale praticano lo sciamanesimo. Il rispetto e la gratitudine verso gli attuali sciamani è illimitato, perché senza di loro probabilmente non avremmo potuto riscoprire questo potente sistema di guarigione e di aiuto all’uomo. Dobbiamo essere riconoscenti anche ai loro antenati che hanno tramandato fino ai giorni nostri lo sciamanesimo, ma dobbiamo anche essere riconoscenti ai nostri antenati, coloro che qualche migliaio di anni fa o decina di miglia o solo qualche centinaio di anni fa, hanno coltivato questo sistema di conoscenze nelle nostre terre. In tutta la cultura classica aleggia uno strato sciamanico, dalla cultura dei sogni come potente mezzo di guarigione, agli oracoli, fino agli spiriti che hanno ispirato gli antichi filosofi a sviluppare quelle che sono ancora adesso le nostre basi culturali.

Questa gratitudine e riconoscenza deve però andare oltre la “dipendenza” che in alcuni casi si è creata nella nostra cultura. Come spesso avviene, pensiamo di avere bisogno sempre di “altri” per poter accedere al mondo spirituale. Fino a qualche tempo fa c’erano i sacerdoti delle nostre religioni, per alcuni ora invece ci sono gli sciamani che provengono da zone esotiche.

In realtà buona parte di noi possiede delle doti che potrebbero permettere un accesso diretto al mondo spirituale, senza gli intermediari a cui siamo abituati.

L’essenza dello sciamanesimo è proprio il poter accedere in prima persona a questi mondi ed incontrare le proprie guide o aiutanti spirituali. Perché pensiamo di non essere in grado di fare questo?

Lo sciamanesimo è essere “liberi di percepire” la realtà senza gli effetti della socializzazione, che invece ci addestra per essere completamente fissati nel mondo reale. Questo è anche il motivo per cui  siamo affascinati dagli sciamani provenienti da altre regioni.

Se vogliamo partecipare a questo sistema di conoscenza però non è sufficiente assistere a delle cerimonie, è invece più interessante mettersi completamente in gioco: andare direttamente verso il cielo o dentro alla terra, andare direttamente ad incontrare i propri Alleati, Maestri Spirituali e Animali di Potere.

Gli sciamani hanno a disposizione diversi mezzi per perdere il loro senso di socializzazione ed entrare in quei stati alterati di coscienza che sono così importanti nelle loro pratiche, il tamburo è uno degli strumenti usato con più frequenza in molte parti del mondo.

Il suono del tamburo permette di entrare in uno stato alterato di coscienza che dà l’accesso ai mondi spirituali, e questa è una opportunità che abbiamo tutti, anche noi che siamo abituati alla musica rock.

La Guarigione nella nostra società

Gli sciamani tradizionali operano per portare benessere alla loro comunità, perciò sono anche perfettamente introdotti nel loro ambito sociale. Vivono principalmente in società tribali, dove la cultura viene tramandata spesso oralmente, dove c’è uno stretto legame con il proprio luogo e le proprie abitazioni, dove si vive in simbiosi con la natura, dove le persone sono abituate a trarre sostegno materiale direttamente con il proprio territorio, con gli animali e le piante che vi abitano. Il ritmo della vita è scandito dalle stagioni, ogni stagione richiede un modo diverso di vivere, richiede ritmi diversificati, addirittura le proprietà fisiologiche vengono adeguate in funzione del periodo dell’anno. Queste popolazioni vivono in una comunità molto forte, c’è solidarietà e reciproco sostegno, ci sono i clan famigliari che regolano la vita di tutti i loro membri.

L’ambiente in cui noi viviamo invece è molto diversa, è frammentato, formato da nuclei famigliari ridottissimi, con poca solidarietà intorno, si vive spesso nelle città dove non è possibile stabilire un contatto continuo con la natura, le piante e gli animali. Viviamo in una società orientata al materialismo, dove il possesso di oggetti artificiali sembra poter compensare la mancanza di veri rapporti umani, dove la comunicazione avviene in maniera impersonale attraverso i giornali e la televisione, dove tutto si acquista e dove soprattutto viene delegato a specialisti il sapere essenziale per la nostra sopravvivenza. Troviamo specialisti in tutti i campi, a cui abbiamo affidato i nostri poteri più profondi, come ad esempio la nostra salute.

Lo sciamanesimo per essere veramente efficace nelle persone che appartengono al nostro ambito sociale deve avere una notevole consapevolezza dell’ambiente in cui opera.

Le malattie moderne hanno radici molto profonde che penetrano nella nostra società, pensiamo ad esempio alla depressione che colpisce in maniera endemica buona parte della nostra popolazione: per potere operare con efficacia nella guarigione è necessario facilitare il cambiare radicale alla propria vita, e per fare questo è necessario un approccio che possa ispirare le persone al cambiamento.

Nelle nostre vite complesse abbiamo bisogno di sistemare parecchi tasselli per ottenere la guarigione, e questo va sostenuto in modo appropriato. Lo sciamano può avere questo ruolo di consigliere e di sostegno al cambiamento, proprio come avviene nelle società tradizionali.

I mezzi che usa devono derivare dalla sua esperienza spirituale sul campo, che devono essere comprensibili e facilmente applicabili nelle persone normali.

Per questo motivo affermiamo che è importante la pratica all’interno della nostra società, svolta da persone che sono in grado di condividere le stesse credenze, gli stessi usi e costumi.

Un grande esempio di come si può evolvere lo sciamanesimo nella nostra cultura ci viene dato da Sandra Ingerman, che ha sviluppato un sistema sciamanico molto articolato per aiutare le persone a superare i traumi vissuti durante la loro vita. Ha adattato una pratica di guarigione molto antica, come il Recupero dell’Anima, in modo da renderla efficace e comprensibile  alle persone che appartengono alla nostra società. Con l’aiuto dei suoi spiriti e con l’esperienza di migliaia di casi ha ampliato tutta una serie di lavori di integrazione, per aiutare le persone nel ricostruire la loro vita, per non rimanere ancora una volta intrappolati nei traumi del passato.

Per noi è già un grande risultato avere in famiglia una persona che ci possa sostenere, spesso invece succedete che dopo una seduta sciamanica ci si ritrova a casa da soli, sempre con gli stessi problemi, ancora nello stesso ambiente, stessa stanza, stesso condominio, stesse persone indifferenti intorno. Per uscire veramente dalle malattie gravi invece è necessario il reale sostegno di altre persone e della comunità. Lo sciamano può essere d’ispirazione, può fornire strumenti utili affinché la persona possa uscire dalle gabbie sociali che si era costruita in precedenza.

Le pratiche sciamaniche si associano spesso a rituali complicati, esotici e spesso incomprensibili, perciò potrebbe risultare difficile pensare che lo sciamanesimo possa essere utile ed applicabile durante la giornata dell’uomo o donna occidentale.

In realtà noi, persone del XXI secolo siamo afflitti dai dubbi, dalle angosce, dai desideri, dalle emozioni proprio come l’uomo di due o tremila anni fa. Se leggiamo una tragedia classica, ci possiamo perfettamente identificare con essa, nella parte che riguarda i sentimenti ed i meccanismi interiori che scaturiscono dal nostro animo.

A me fa sempre impressione leggere qualche cosa scritto alcune centinaia o migliaia d’anni, magari in un’altra parte del mondo, e comprenderlo dal più profondo di me. È come se fosse rimasta nella mia parte più interiore quella parte d’umanità che indipendente dal tempo e dallo spazio. Ce l’ho anche adesso,a che se sono attorniato da computer, anche se per muovermi uso l’auto e non più i piedi, anche se vivo in una casa che mantiene quasi sempre la stessa temperatura sia d’estate che d’interno, anche se tutta la mia parte esteriore, corporea, è immersa in un contesto completamente diverso da quello che poteva essere qualche secolo fa.

Come posso parlare efficacemente a questa parte di me, che al di fuori dello spazio e del tempo che conosco?

L’uomo anche adesso ha delle spinte verso il mondo spirituale, esoterico, misterioso, che non può fare a meno di ignorare. Per questo motivo integriamo la nostra vita materiale con altri aspetti, quali ad esempio la visone di un film, oppure l’ascolto della musica, che ci portano in modo inconsapevole verso altre sfere della nostra esistenza. Per alcuni la fuga verso questi mondi “immaginari” è sufficiente per placare le angosce quotidiane, ma solo per qualche ora, o qualche giorno, a seconda dell’intensità, ma dopo tutto ritorna come prima, e l’uomo è immerso nelle sue paure ed angosce, che assorbono buona parte della sua energia emotiva nel vano tentativo di assecondarle, ignorarle o cercando di placarle utilizzando altri mezzi, altre fughe verso l”immaginario”.

Fino a qualche tempo fa le Religioni sono state l’approccio più efficace per veicolare queste emozioni, queste spinte interiori, verso forme accettate dalla società.

Con il progresso che ha portato la maggioranza delle persone a credere pienamente nelle proprie capacità razionali, con l’educazione diffusa che ha portato una maggiore conoscenza del cosmo in cui viviamo, le persone non sono più disposte a delegare ad altri le loro conoscenze e le loro esperienze sia materiali che interiori o spirituali. Per molti anche la scienza e l’economia, che sono i due maggiori sistemi di credenze che si sono sostituiti alla religione, stanno lasciando un grande vuoto dietro.

Il vero spirito scientifico, che è in definitiva quello del "cimento” come diceva Galileo Galilei, è oramai permeato nelle nostre coscienze ed è diventata una condizione irrinunciabile per tutto quello che facciamo.

In qualche modo l’essenza dello sciamanesimo si rifà allo spirito scientifico primordiale, perché afferma che è solo ciò che si sperimenta in modo diretto che acquisisce una certa validità.

Lo sciamanesimo non delega ai Sacerdoti delle Religioni il contatto diretto con il mondo invisibile, pretende di partecipare direttamente al gioco del mondo che si sta svolgendo nella sfera dell’invisibile e del visibile, così da incontrare, conoscere e gestire le angosce e le gioie quotidiane. L’accesso diretto ai mondi spirituali permette di riempire il vuoto che altrimenti si forma nella propria esistenza, di vedere e vivere la vita in modo completo, come diceva Carlos Castaneda, ciò che percepiamo normalmente è quello che ci sta dentro ad un tavolo (l’isola del Tonal), mentre con lo sciamanesimo siamo in grado di percepire tutto quello che sta al di fuori di quel tavolo.

L’ampliamento della realtà sperimentata e percepita direttamente permette di accedere alle fonti infinite di conoscenza e saggezza, quella conoscenza silenziosa con cui l’umanità in modo consapevole ma molto più spesso inconsapevole si è da sempre alimentata.

Lo sciamanesimo è la via della creatività, in tutti i campi, senza limitazioni di alcun tipo.


Lo stato proprio della nostra esistenza è vivere in perfetta salute fisica, mentale, emotiva e sociale per tutto il tempo. La malattia è invece uno stato di emergenza, di richiamo, di portare l’attenzione verso qualche cosa che non va nel nostro mondo.

Lo sciamano si rifà sempre al tempo in cui gli uomini erano in diretto contatto con le forze dell’Universo e perciò viveva sempre i perfetta armonia con tutti gli elementi, naturali e soprannaturali.

In quel caso non c’era posto per le malattie, le sofferenze, il dolore, queste condizioni erano segno di squilibrio, che non possono esistere nelle condizioni ideali.

Nella nostra società la malattia viene affrontata al momento della sua manifestazione esteriore, ad esempio quando c’è dolore, disfunzione fisiologica o altro, ma difficilmente viene vista come l’espressione di una pregressa disarmonia a livello spirituale.

Per lo sciamano invece tutte le malattie devono prima essere risolte a livello spirituale, per ottenere la loro guarigione nel mondo fisico.

Nelle società tradizionali c’è invece la tendenza a risolvere subito la malattia a livello spirituale, prima che questa si manifesti a livello fisico. Per questa ragione viene ad esempio fatta la cerimonia del recupero dell’anima entro tre giorni dal trauma subito, per questo i bambini, ma anche gli adulti hanno continue possibilità per esprimere i loro talenti naturali. Spesso viene data la “medicina” sotto forma di un sasso, di un bel panorama, di un’acqua cristallina, di un sole caldo, oppure di altri elementi che agli occhi degli occidentali non hanno alcuno scopo terapeutico sul piano fisico.

Nella nostra cultura invece prevale la maschera sociale, che ci rende insensibile ai sottili cambiamenti che avvengono nel nostro spirito, ci rende sordi ai bisogni sottili del nostro spirito e ci rende spesso impossibile l’espressione dei talenti naturali che abbiamo.

Eppure il fine ultimo della nostra società è quello di rendere libero l’uomo dai condizionamenti della natura, dalle costrizioni fisiche del dolore, della fame, della sete, del caldo, del freddo, da tutto ciò che gli impedisce di esprimersi nel modo più profondo e completo.

La nostra vita invece è costellata di lavori che non piacciono, di relazioni che non soddisfano, di spazi che non fanno stare tranquilli: in definitiva ci sono tutte le condizioni esistenziali per causare ogni tipo di malattia.

La pratica dello sciamanesimo può essere invece uno strumento utile per andare oltre il concetto della malattia e della guarigione, per aiutare ogni individuo a crearsi un suo lavoro perfetto, le sue relazioni perfette ed abitare nei suoi spazi perfetti. Questo è il vero fine ed il compito che abbiamo la possibilità di svolgere egregiamente. La nostra società in un certo senso è molto evoluta, è riuscita a patrimonializzare le conoscenze di milioni di persone di epoche diverse, abbiamo una quantità immensa di saggezza disponibile qui ed ora.

Da un certo punto di vista potrebbe anche essere facile affrontare questo tema, molte persone lo stanno già facendo. Abbiamo superato i limiti che i nostri antenati avevano, per quanto riguarda i bisogni materiali, mai come in questa epoca e nei nostri paesi risulta facile il soddisfacimento dei bisogni primari, ed abbiamo sempre più tempo disponibile che potrebbe essere utilizzato per riportare armonia e benessere, interiore e fisico.

L’uso di questa energia disponibile viene invece condizionata verso direzioni che non hanno niente a che fare con la libera e consapevole espressione della persona. Ci sono riti collettivi che non hanno alcun valore spirituale, che invece fanno leva sulle emozioni forti dell’individuo, facendolo coinvolgere in attività che sicuramente non sono benefiche sotto nessun aspetto. Non voglio fare degli esempi negativi, ma basta leggere un giornale per capire dove è posta e dove è veicolata tutta la nostra energia.

Lo stare in uno stato di perfezione divina invece è il modo migliore per vivere la propria vita in modo tale che non ci sia posto per dolori, sofferenze e malattie.

Lo sciamanesimo è un elemento di stimolo, per aiutare le persone ad esprimere le proprie capacità creative, per veicolare l’energia vitale verso attività che sono in perfetta armonia con la parte spirituale, interiore. Esprimere liberamente la propria energia, al di là dei condizioni sociali, è anche il bisogno più impellente che abbiamo, lo scopo ultimo è quello di creare le condizioni per andare oltre ogni tipo di malattia, portare la guarigione prima che la malattia si manifesti fisicamente

Il bilancio energetico del sognare

dreamingscale

I sogni sono energia che si manifesta durante l'atto del dormire, analogamente quando siamo svegli l'energia si manifesta nelle azioni e nelle emozioni.

Forse è più giusto pensare che lo stesso flusso energetico si manifesta nel sonno e poi nella realtà da svegli. Spesso il mondo del sognare ed il mondo da svegli interagiscono tra loro e la realtà percepita da svegli può entrare nel sogno. Possiamo quindi "emettere" l'energia del sogno nella realtà da svegli, oppure "ricevere" nei sogni l'energia da svegli. La differenza è notevole, perchè sono due atteggiamenti ben distinti ed entrambi si possono manifestare nella vita quotidiana: avere una esistenza interiore "attiva", cioè con il sogno che influenza la realtà, è molto diverso dall'avere una esistenza interiore "passiva", dove la realtà influenza il sogno.

Come molte grandi personalità che hanno trattato l'energia dei sogni per le loro attività quotidiane, ad esempio M.L. King oppure A. Einstein, lo sciamano è molto attento a questo tipo di bilancio energetico del sognare. Egli fa di tutto perchè sia la sua forza interiore e songatrice a manifestarsi nella realtà. Questo ha in qualche modo a che fare con il "potere personale": è un concetto un pò difficile da spiegare, non è il "potere" inteso come capacità di influenzare e manipolare la realtà attraverso le proprie conoscenze o mezzi, è il concetto di sentirsi connessi con le forze dell'universo, che si manifestano in modo impersonale ed impeccabile.

La prima cosa che possiamo fare è pensare come è la nostra vita da svegli: sentiamo di subire gli avvenimenti o pensiamo di esserne in qualche modo gli attori, i partecipanti attivi?
La realtà ed il sogno sono mondi o regni interconnessi, perciò gli atteggiamenti che si manifestano da svegli sono lo specchio degli atteggiamenti tenuti durante il sognare, e viceversa.Quante idee o progetti riusciamo a portare avanti, realizzare o farli entrare nel nostro campo di esperienze?

Da qualche parte bisogna cominciare: le due realà, quella del sogno e quella da svegli, sono complementari, perciò abbiamo almeno due possibilità: controllare i nostri atteggiamenti nel sognare oppure controllarli nello stato di veglia. Per alcuni è facile il controllo nel sogno, per altri è più facile nella veglia.

Gli sciamani, persone che sanno stare sia in questo tempo che nel tempo del sogno, hanno sviluppato un ampio complesso di pratiche per raggiungere l'atteggiamento "attivo", sia in questo mondo che nel mondo del sogno. Per loro non c'è differenza tra lo stato di veglia e lo stato del sogno, ma sanno che ogni pocesso di cambiamento di questa realtà deve essere in qualche modo "attivato" prima nel mondo dei sogni.

La finestra verso gli altri mondi

OpenWindowMi trovo davanti ad un'ampia finestra, la vedo perfettamente e basta un piccolo balzo per attraversarla. E' tutto molto chiaro e definito, non ho alcun dubbio che questa finestra esista.
Mi sposto lateralmente, e continuo a guardare la finestra, la sua ampiezza diminuisce, i lati verticali cominciano ad avvicinarsi, mi sembra sempre più piccola. Se continuo nello spostamento laterale, alla fine vedo una piccola fessura e poi scompare anche questa. Gradualmente, mano a mano che mi sposto, comincio a pensare che è difficile entrare in quella finestra, è troppo stretta, non ci passo, ed arrivo al punto di pensare che proprio non esista: non posso attraversarla perchè non la vedo nemmeno!Se vogliamo "saltare" nei mondi invisibili dobbiamo prima di tutto metterci davanti alla finestra, poterla vedere ed apprezzare. E' un percorso di avvicinamento che per alcuni è immediato, per altri richiede un pò d'impegno. Se cerchiamo di ampliare la nostra vista interiore, portare il nostro sguardo in una visione panoramica, ci risulterà più semplice scovare la piccola fessura e poi con sobrietà avvicinarci ed allinearci. Così la piccola fessura può diventare un varco enorme, che possiamo attraversare sempre, basta portarsi in quella prospettiva.Buon salto!

La piccola congiunzione e

eSono ad un convegno univarsitario, la mia mente comincia a vagare, ed inizia a chiedersi :-Le cose che si stanno raccontando sono vissute oppure solamente studiate?-

La risposta che mi arriva dal cuore è questa:-Ho anch'io una bella mentalità da occidentale.  Il pensiero che avrebbe potuto nascere poteva essere: -ognuna di queste persone ha studiato e vissuto, altrimenti non sarebbero qui a parlarne con entusiasmo-.

Mi rendo conto immediatamente quanto sia importante assumere l'atteggiamento "inclusivo", per riuscire a comprendere pienamente quello che sta succedendo nel mondo. Nonostante la ricerca delle mie "certezze", che vorrebbero chiarezza ad ogni costo, mi trovo ad affrontare situazioni non perfettamente definite. Anzichè preoccuparmi di questo, anzichè cercare ad ogni costo l'elemento conclusivo, trovo molto più ricco l'atteggiamento del "com-prendere" in pieno le situazioni che sembrano antitetiche, che mi ritrovo nel mondo interiore.

L'atteggiamento dello sciamano è proprio questo: girando in tondo saluta tutta la rete della vita, tutte le relazioni, i parenti che ha, senza escluderne alcuno.

Rimanendo in questo luogo "inclusivo" e di unione, considerando tutte le possibilità che ci vengono offerte, riusciamo a dare maggiore ricchezza alla nostra esistenza.

Qualcuno potrebbe obiettare che in questo modo rischiamo in ogni momento di perdere la concentrazione, l'attenzione su una cosa particolare, su un certo aspetto che potrebbe essere approfondito.

L'atteggiamento che non esclude le cose, permette di sentisi liberi di approfondire in maniera ancora più sincera un certo argomento, perchè l'assenza dell'esclusività aiuta ad esplorare con più determinazione e libertà, senza trascurare alcun elemento: con una visione panoramica, come l'aquila mentre vola alla ricerca della sua preda.

L'Immortalità dell'anima e l'impermanenza del corpo

platone

È molto probabile che nei tempi passati ci fosse stata una forte distinzione tra anima e corpo per dare una risoluzione esistenziale alla propria vita. Questo era in parte giustificato al fatto che la vita umana era molto di più in belia degli imprevisti, dipendeva dall’andamento delle stagioni, dalle regole della società e da molti altri fattori che portavano a vedere la vita come un vero e proprio dono dell’Universo.

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Gli Occhi che Brillano

Sandra Ingerman racconta sempre come gli occhi dei popoli indigeni brillano. Anche se vivono una vita apparentemente povera, nei loro occhi c’è la gioia della vita, la soddisfazione e la meraviglia, e questo lo possiamo percepire nella luce interiore che risiede dentro ai loro occhi.

Questa osservazione mi fa venire in mente gli occhi di mio fratello, nei suoi ultimi mesi di vita, dopo avere subito interminabili interventi chirurgici al cervello per un tumore. E mi viene in mente anche un altro amico, da poco scomparso, per anni in sedia a rotelle dopo uno spaventoso incidente in moto… entrambi avevano negli occhi quella luce che dice Sandra Ingerman, quel luccichio che hanno solo le persone che si stanno gustando fino in fondo il dono della vita.

Cio che fa la differenza è essere consapevoli oppure no che questa vita è come una finestra per la nostra anima, un passaggio a termine qui sulla terra. Non è importante sapere quanto dura questo passaggio, ma è importante sapere che ha un inizio e una fine. Sapere che c’è la fine, e sono convinto che lo sapeva mio fratello e lo sapeva questo mio amico in sedia a rotelle da poco scomparso, porta ad un altro atteggiamento verso la vita. Le difficoltà fisiche non diventano più un ostacolo per godersi la vita, e ci rendiamo conto quanto è superfluo il nostro concetto di felicità, oramai associato solo a parametri materiali o fisici.

Per me era un piacere assistere mio fratello, non per il senso di dovere o di pietà, ma perche essere insieme a lui mi faceva stare bene, dava un senso “alla vita”, non alla mia vita o alla sua vita, ma alla vita in generale. Ogni sua azione era piena di attenzione e di intensità, anche le cose più semplici come bere un bicchiere d’acqua o fare due passi in piedi, era motivo di profonda soddisfazione. Sentivo dentro di lui la forza della vita, quella vita che lo ha fatto vivere fino in fondo con intensità. La manifestazione della sua vita era un grande atto d’amore, e ho compreso in quella situazione che esiste un solo amore: l’amore per la vita, per il dono che abbiamo ricevuto quando siamo nati, un vero amore incondizionato,  che va molto al di là delle nostre attuali credenze.

Anche il mio amico paraplegico, mano a mano che si stava avvicinando alla morte, la luce nei suoi occhi brillava sempre con più intensità. E l’affetto che esprimeva in ogni cosa era in continuo crescendo mentre il suo viaggio qui sulla terra stava arrivando al suo termine. Quando se ne è andato ha lasciato in tutti noi, insieme al dolore per la sua partenza, anche un senso di pace, di amore e di affetto incondizionato che conserveremo per tutta la vita. Un ricordo indelebile di come sia riuscito a trasmutare tutte le sue difficoltà quotidiane, le sue piccole sofferenze, in gesti d’amore per tutti, in generosa comprensione per coloro che gli stavano vicino.

Queste persone mi hanno dato il conforto di sapere che è dentro di noi che dobbiamo attingere per vivere bene, per essere e sentirsi amati, è dal nostro pozzo più profondo che scaturisce l’energia della vita, e che non dobbiamo aspettare di avere qualche cosa, di trovarci nella condizione di sogno o nella situazione ideale, per essere felici. Dobbiamo solo permettercelo, aprire quel cancello che spesso ci separa dalla nostra fonte, dalla nostra anima, e rimanere in ascolto…

Carlos Castaneda e Michael Harner

Cari amici, in questo blog scriveremo solo le cose che ci vengono suggerite dagli spiriti, perciò l'ordine e la logica potranno essere messi da parte.

Quando ho aperto questa pagina, la prima cosa che mi è venuta in mente è quella di scrivere qualche cosa su Carlos Castaneda.

Il collegamento mi è venuto leggendo l'ultima intervista fatta al prof. Michael Harner, pubblicata su Shamanism di quest'anno (Vol.19 No.1)

Michael Harner e Carlos Castaneda si sono incontrati più volte negli anni sessanta, e Michael Harner fu uno dei pochi che nel campo accademico dell'antropologia diede a Carlos Castaneda un sincero incoraggiamento a proseguire nelle sue esplorazioni e ad organizzarle in una serie di scritti.

Michael Harner è convinto che don Juan Matus sia esistito veramente, Carlos Castaneda una volta lo invitò ad un incontro con il Nagual, in Messico, purtroppo Harner era molto impegnato e non potè andare. Carlos era intenzionato a pubblicare le sue ricerche, e don Juan, anche se non sapeva se questo fosse importante, lo aiutò. Don Juan costruì tre maschere di potere, una per l'agente letterario di Carlos, una per Carlos stesso ed una per Michael Harner. Harner possiede ancora questa maschera ed afferma che è veramente piena del potere degli spiriti del mondo di mezzo.

Proseguirò in qualche altro momento i contenuti di questa affascinante intervista.

Alle Radici della Pratica Sciamanica

Quando pensiamo agli sciamani diventiamo curiosi, vogliamo sapere che cosa fanno, quali rituali praticano, gli oggetti che usano, come si vestono, dove vivono, quale apprendistato hanno ricevuto, quali sono le loro guide spirituali... e così via. Vorremmo essere tutti dei piccoli antropologi o etnografi, per poter poi riferirei tutto questo, riguardo ciò che abbiamo sperimentato o più probabilmente assistito.

Così rimaniamo nello studio dello Sciamanesimo, siamo bloccati nelle forme piuttosto che nei contenuti della pratica sciamanica.

Lo Sciamanismo in realtà è tutto al di fuori di questo, dobbiamo comprendere che le pratiche sciamaniche così come vengono mostrate, sono all'interno di una certa forma culturale, all'interno a delle tradizioni, perciò possono assumere un certo aspetto esteriore che a noi occidentali piace, che assume un colore folcloristico, inteso come una manifestazione caratteristica di un sistema di credenze, di cultura e tecniche contenute in un certo gruppo o comunità. Rimaniamo concentrati nell’estetica, nell’originalità della ritualità affascinante di una cultura a noi nuova, esotica.

Ancora una volta rimaniamo fermi, come se fossimo un osservatorio, una cinepresa che riprende certe manifestazioni della realtà.

Lo sciamano è in grado di aiutare la sua comunità in virtù di quello che è veramente, piuttosto che per le azioni che esegue. La forma, il gesto rituale, lo possiamo trovare come elemento essenziale tra i sacerdoti delle religioni, che necessariamente sono più orientate al gesto, all'aspetto visivo ed esteriore per manifestare il loro contatto con i poteri soprannaturali.

Lo sciamano parte invece da una condizione di assoluto vuoto alle sue spalle, nel senso che l'unico modo per essere riconosciuto nella sua comunità come tale è l'efficacia dei sui interventi.

Che cos'è che rende la pratica Sciamanica efficace o pure no?

L'efficacia dipende dallo sciamano e da colui o coloro che ricevono e che sono coinvolti direttamente nella pratica. Lo sciamano è in grado, con il suo "potere personale" di modificare, guarire, risolvere una situazione o un problema solo perché ha creato una relazione di fiducia, di credibilità e riconoscimento nella sua comunità o più genericamente, con le persone che sono coinvolte nella sua pratica.

Da questo, comprendiamo meglio che lo Sciamanesimo va ben oltre la semplice metodologia utilizzata dagli sciamani. La pratica richiede una profonda trasformazione nell'essere dello sciamano: un profondo, intenso, fiducioso, e sempre presente collegamento con il mondo invisibile, con i propri alleati e con i loro poteri.

Questo è lo Sciamanesimo in origine: in fondo è un particolare stato che l'uomo può raggiungere attraverso una costante consapevolezza, che crea un campo di guarigione, conoscenza e compassione intorno.

Per comprendere al meglio lo Sciamanesimo, utilizzando alcuni esempi tratti da elementi religiosi, può essere utile considerare la pratica originaria del Buddha, prima che questo diventasse un vero e proprio sistema di credenze, o religione.

Il Buddha ha meditato seduto sotto un albero per settimane, mantenendo semplicemente uno stato di concentrazione e di focus, fino a quando ha sentito un profondo cambiamento interiore, che lui lo ha chiamato illuminazione o nirvana. Intorno non c'era nulla, solo il vuoto, nient'altro che il nulla. Il Buddha è andato oltre le forme, oltre le cerimonie, oltre ogni rituale, ha semplicemente aspettato di sentire un profondo cambiamento dentro di sè, con compassione, con passione e amore per tutta la vita, o liberazione dal dolore, secondo quanto viene riportato dalla tradizione.

Questa è anche l'essenza dello Sciamanesimo, per praticarlo con efficacia lo sciamano deve sentirsi in un profondo stato di fiducia, compassione e amore dentro di sè. Nei termini del buddismo, deve sentirsi "illuminato" per potere praticare con coscienza.

Le varie iniziazioni che durante l'apprendistato sono sottoposti gli sciamani hanno lo scopo di cambiare, modificare lo stato interiore, quello più profondo dell'aspirante sciamano.

Solo quando il suo stato interiore è in grado di influenzare un campo esterno, lo sciamano è in grado di agire con efficacia. A quel punto le tecniche diventano strumento, un mezzo per portare guarigione, armonia nell'ambiente esterno, ma sono tali solo perché vengono utilizzati da una persona, un essere che è stato in grado di cambiare s'è stesso, nella sua forma interiore, ha cambiato irreversibilmente i suoi modelli di pensiero, gli schemi precostituiti di azione e reazione, le sue emozioni.

Tutto questo, in linea teorica, non ha niente a che fare con lo strato culturale in cui opera, è indipendente dall'ambiente in cui opera.

Naturalmente se una persona o un gruppo di persone vivono in contatto e in armonia con la natura, vivono in un ambiente in cui c'è il rispetto dei talenti, dell'individualità e c'è un generale apprezzamento per la vita, il cambiamento del proprio stato interiore diventa più possibile, più diffuso tra la popolazione.

In alcune culture sciamaniche c'è invece un aspetto del cambiamento interiore che viene deviato nel puro Potere Personale, senza il richiamo alla compassione, e all'armonia globale delle cose e con la natura. Ciò è frequente negli ambienti dove le lotte tribali sono esasperate. Qui lo sciamano ha comunque cambiato il suo stato interiore, attraverso uno specifico addestramento, attraverso iniziazioni e pratiche con altri, ma l'orientamento è quello di aumentare il proprio potere personale o il potere della propria comunità. Forse per questo lo Sciamanesimo in alcune zone sta scomparendo, soppiantato da altrettanti sistemi culturali pieni di competizione e limitata visione della vita globale.

Con queste considerazioni possiamo invece anche affermare che le pratiche sciamaniche efficaci possono essere svolte da chiunque abbia fatto un reale percorso di trasformazione interiore, di illuminazione e di pulizia interiore. Non è più una pratica esclusiva di popoli esotici, può appartenere a tutti, indipendentemente dalle radici culturali di provenienza.